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23Apr
2018
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Miguel de Cervantes

29 set 1547 – 23 apr 1616

Nato in Spagna nel 1547, nella sua giovinezza ha intrapreso molti viaggi avventurosi fino ad arrivare in Italia dove si arruolò come soldato partecipando alla battaglia di Lepanto. Tornato in Spagna nel 1580 per problemi finanziari fu rinchiuso in carcere e nel 1605 trovò il grande successo con la prima stesura di “Don Chisciotte”. Per gran parte della sua vita andò alla ricerca di gloria e denaro che sfortunatamente non riuscì mai ad ottenere se non dopo la sua morte. Il suo stile venne definito “picaresco”, cioè un genere narrativo che trova la sua origine in Spagna e si sviluppò nel XVI sec.

I protagonisti sono avventurieri furbi e privi di scrupoli, coinvolti in peripezie di ogni genere ed è proprio su queste caratteristiche stilistiche che si riconosce il suo capolavoro “Don Chisciotte” che se volete potremmo leggere o rileggere insieme in occasione della “Giornata Mondiale del Libro”.

 

Don Chisciotte

Alonso Chisciano, un signore di campagna appartenente alla bassa nobiltà e residente nella povera regione della Mancia, decide di diventare cavaliere e partire in cerca di avventure. Assumendo il nome di Don Chisciotte esce in sella al suo ronzino, che chiama Ronzinante e dà il via alle sue strampalate imprese che si rivelano da subito fallimentari. Dopo esser stato picchiato e deluso è costretto a tornare a casa. Una volta guarito, il nostro cavaliere, non si dà per vinto e decide di trovarsi uno scudiero alla sua altezza, Sancio Panza. Insieme intraprendono nuove avventure che puntualmente si trasformano in disfatte … divertentissima la battaglia contro i mulini a vento.

Il romanzo poi viene interrotto per riprendere ben dieci anni dopo. I due cavalieri, pieni di fiducia, arrivano a Barcellona dove l’ amico Carrasco si rivela non proprio amico e lo sfida; ovviamente sconfitto è costretto a tornare a casa dove, stanco e deluso, si ammala e muore.

 

Buona lettura!

di Donatella Trastulli

PH Maria Cristina Carlini